"Lei ha semplicemente scoperto una delle eterne regole italiane: nel settore pubblico tutto è difficile; la buona volontà è sgradita; la correttezza sospetta. "

Indro Montanelli

BLOG Chi siamo Links Newsletter

In evidenza
Presidente Maroni, convochi il referendum
Appello (con postilla) al Presidente della Regione Lombardia
L'Italia dice sì al referendum del Veneto (e della Lombardia)
Analisi della fondamentale sentenza 118/2015 della Corte Costituzionale, che autorizza i referendum per l'autonomia differenziata del Lombardo-Veneto
Il "full de ruta" del referendum lombardo
Quinto e ultimo articolo sulla natura giuridica e politica del referendum autonomista indetto dalla Regione Lombardia
Ha senso il referendum autonomista lombardo?
L'analisi del referendum lombardo si sposta sul piano politico
Perchè il referendum lombardo non è incostituzionale
Terzo articolo di analisi giuridica del referendum lombardo
Che basi ha il referendum autonomista lombardo?
Prosegue l'analisi di Alex Storti dei fondamenti e delle conseguenze del referendum autonomista lombardo
Il referendum lombardo è impugnabile?
Primo di una serie di cinque approfondimenti sul referendum autonomista lombardo

Editoriali
I falsi miti dell'indipendentismo etnonazionalista (terza ed ultima parte)
Prosegue l'analisi dei falsi miti dell'indipendentismo lombardo di matrice etnonazionalista
Il misero referendum della Lombardia che spaventa Roma
Editoriale di Carlo Lottieri sugli scricchiolii del sentimento unitario peninsulare
I falsi miti dell'indipendentismo etnonazionalista (seconda parte)
Prosegue l'analisi dei falsi miti dell'indipendentismo lombardo di matrice etnonazionalista
I falsi miti dell'indipendentismo etnonazionalista (prima parte)
Sulla natura e sulle prospettive dell'indipendentismo lombardo
Reati di opinione: perché si può criticare lo Stato italiano
Una disamina dopo la condanna per vilipendio all'"Italia"
L’unione (italiana) è finita!
Libertà di sana e robusta secessione.
Roma capitale? Sì, ma di se stessa
Roma città-stato. Punto.

Le nostre interviste
Intervista a Fabrizio Cecchetti sul referendum d'autonomia lombardo
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia intervistato dai ragazzi del Collettivo Avanti
Luca Schenato, un Veneto in Svizzera
Dialogo con l'autore di "Vento è chi il veneto fa"
Intervista a Luca Azzano Cantarutti
Conversazione con il Presidente di Indipendenza Veneta sugli sviluppi del percorso referendario veneto
Intervista ad Andrea Favaro
Gli ultimi sviluppi del lavoro della Commissione di esperti giuridici istituita ai sensi della Risoluzione 44
Intervista ad Alessandro Vitale
Dialogo su indipendenza, federalismo, Europa, Gianfranco Miglio, Veneto, Trieste
Intervista a Giacomo Zucco (Tea Party Italia)
Intervista al portavoce del Tea Party Italia Giacomo Zucco, a cura di Alex Storti
Intervista a Alessio Morosin (Indipendenza Veneta)
Intervista ad Alessio Morosin
In esclusiva per "Diritto di Voto": Intervista a Eva Klotz
Eva Klotz a tutto campo sulle questioni cruciali riguardanti il diritto di decidere
Intervista a Sandro Gombac
Trieste Libera

I documenti
Il Friuli, Trieste, le foibe
Nella giornata del ricordo, qualche riflessione e il comunicato stampa dell'ANFeL
Il socialismo catalano e il referendum
Il terremoto indipendentista catalano rivoluziona l'area socialista
L'Associazione dei Municipi Catalani sostiene il referendum
In Catalogna i comuni indipendentisti si mobilitano a sostegno del referendum del 9 novembre

Scelti per voi
La sfida "Intraprendente" di Marco Bassani
Anche Diritto di Voto rilancia il "concorso intraprendente"
Omaggio alla Slovenia
Cosa ci insegna il percorso sloveno verso l'indipendenza
Il Liechtenstein e lo stato come impresa: un nuovo paradigma dell'ordine?
Il particolarissimo caso della monarchia di Hans Adam II, fondata sul diritto di autodeterminazione e di secessione
Le secessioni e il resto del mondo
Le responsabilità del Mondo (e dell'Europa) di fronte alle secessioni delle colonie fiscali europee
Fra Kosovo, UE e Catalogna
Analisi di Alex Storti e rilancio di Vicent Partal in merito alla preadesione del Kosovo all'UE

Dalla Risoluzione 44 una nuova prospettiva per l'indipendenza del Veneto
Di Alex Storti (del 30/11/2012 @ 11:30:22, in Veneto, linkato 2618 volte)

Il 28 Novembre del 2012 segna una nuova, importante tappa, nel cammino del Veneto verso la propria indipendenza. Mercoledì sera, infatti, il Consiglio Regionale ha approvato la Risoluzione 44, di cui abbiamo parlato a lungo su queste pagine nelle scorse settimane. Premetto che il testo definitivo non è ancora stato pubblicato sul sito ufficiale del Consiglio Regionale del Veneto, tuttavia dall'ascolto della seduta sono emerse in modo abbastanza chiaro le modifiche apportate.

Il testo del documento, originariamente elaborato dal team legale di IndipendenzaVeneta e quindi depositato dal consigliere di UnioneNordEst Foggiato (con la firma di tutto il gruppo LigaVeneta-LegaNord, dei capigruppo del PdL, Bond, e della Federazione della Sinistra Veneta, Pettenò, nonché del consigliere indipendente Sandri), ha subito, come accennavo poc'anzi, alcune modifiche, limitate nella quantità ma apparentemente significative nella qualità. In particolare è stato espunto dagli impegni finali, cioè dal dispositivo avente propriamente valore giuridico, l'inciso "sino anche alla dichiarazione di indipendenza". A seguito di questa modifica la Risoluzione approvata "impegna il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’ Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione avvalendosi del parere consultivo di un'apposita commissione di giuristi senza alcun onere a carico della Regione".

La modifica in questione ha suscitato polemiche nel mondo indipendentista veneto, con alcuni che hanno gridato al tradimento. Sinceramente questo tipo di valutazione è da ritenere errata e infondata. Per quale motivo? Perchè, innanzitutto, la dizione eliminata non sposta di un millimetro la Risoluzione 44 dal solco della rivendicazione netta del diritto all'autodeterminazione del popolo veneto, e ciò significa de facto e de jure che la Regione del Veneto ribadisce il proprio diritto di decidere del proprio status giuridico, status che può andare dalla sudditanza passiva e ubbidiente ad un potere statuale lontano come quello di Roma sino anche all'indipendenza. Dirlo e scriverlo sarebbe stato certamente molto bello, ma averlo tolto dal testo non lo ha affatto eliminato dalla sfera delle possibilità.

Aver espunto la dizione "sino anche all'indipendenza", è stato solo un gesto di cortesia accettato da Foggiato nei confronti del PdL per permettere ai consiglieri di centro-destra di votare un testo che si fondasse nel modo quanto più asettico possibile sul diritto di scegliere, sul diritto di voto, sul dret de decidir dei Veneti, senza esplicitare specifici obiettivi ultimi che, in effetti, appartengono solo ai desiderata di una parte. La nostra, naturalmente, ma non necessariamente quella di tutti gli altri. L'importante, in poche parole, è che la Regione del Veneto inizi da oggi formalmente e arrivi a compiere nel tempo più breve possibile il percorso che la porterà ad indire un referendum. Poi saranno i cittadini a decidere in quale direzione autodeterminarsi.

Ma al di là della citata modifica, che resta solo ed esclusivamente un fatto nominale (con buona pace di chi non si dà pace), il valore storico della Risoluzione 44 risiede in un aspetto ben preciso. Facciamo una premessa: si è detto, e questa è un'altra critica, in verità precedente alla stessa discussione in Consiglio, che la Risoluzione di IndipendenzaVeneta fosse una semplice fotocopia della numero 42 approvata nel 1998 dalla stessa assemblea regionale. Non è vero, e proprio nelle differenze sta il punto, qui si trova il valore aggiunto della Risoluzione 44. Quest'ultima ricalca solo in parte la precedente decisione consiliare, peraltro ispirata anch'essa dall'Avv. Alessio Morosin, ai tempi consigliere regionale in quota LigaVeneta.

Più specificamente, nella 44 è presente una lunga digressione sul diritto di autodeterminazione, nel contesto giurisprudenziale delle corti internazionali, a seguito della proclamazione di indipendenza unilaterale del Kosovo, che naturalmente manca nella 42, essendo questa precedente ai fatti storici in questione. Ma soprattutto sono completamente diversi gli impegni finali.

Leggiamo bene: la 42, invocando -si badi bene al termine- "il proprio diritto ad una democratica e diretta consultazione referendaria per la libera espressione del diritto di autodeterminazione nel quadro e con gli strumenti previsti dalla legalitaÌ, anche internazionale, vigente" nel contempo sollecitava "gli organi costituzionali e istituzionali della Repubblica italiana a definire ed approvare con sollecitudine apposite norme di legge per regolare i modi e le forme di esercizio del diritto di autodeterminazione, diritto sulla base del quale nel 1866 il "Popolo Veneto" - titolare naturale della propria sovranitaÌ e della sua disposizione - ha aderito all'ordinamento statuale italiano attraverso lo strumento di consultazione diretta referendaria".

La 44, invece, innanzitutto "ribadisce" il diritto al referendum precedentemente invocato dalla 42, e già qui si nota come la prima risoluzione fosse esortativa, mentre la seconda risulti più ultimativa; in secondo luogo la 44, come visto all'inizio, impegna le istituzioni venete a rivolgersi a quelle sovrastatuali (UE e ONU) per stabilire le relazioni istituzionali che garantiscano lo svolgimento del referendum. La nuova Risoluzione, quindi, si prefigge un campo d'azione completamente diverso: essa ha l'obiettivo di internazionalizzare la questione dell'autogoverno veneto, sottraendolo al monopolio del diritto interno statuale italiano.

Sotto questa luce la Risoluzione 44, ben lungi dall'essere una semplice fotocopia della 42, assume invece i contorni di una risposta all'inerzia dimostrata nei quattordici anni intercorsi da parte delle autorità italiane. È un po' come se la Regione del Veneto dicesse: 'tu stato non hai stabilito, nonostante il mio formale invito, regole per permettermi di verificare la volontà dei miei cittadini in ordine al mio status, ebbene io adesso allora mi rivolgo all'Unione Europea e alle Nazioni Unite per far sì che esse indichino quale percorso si debba seguire, per poter indire una consultazione referendaria che venga riconosciuta a livello internazionale'. Potrà sembrare contorta una tale strada, questa è una legittima opinione, ma nessuna strada verso l'indipendenza è solitamente lineare e semplice, come dimostrano il caso scozzese e quello catalano.

Noi non possiamo sapere se nel 2015, alle prossime elezioni per la Regione del Veneto, dalle urne uscirà una maggioranza indipendentista libera da qualsiasi necessità di compromesso con altre forze. Noi sappiamo però che questa Risoluzione è stata sostanzialmente imposta al Consiglio regionale a furor di popolo grazie ad un giovanissimo partito indipendentista, che per giunta ha un solo consigliere comunale, e cioè IndipendenzaVeneta. E sappiamo che essa ha costretto i consiglieri a discutere di un Veneto indipendente e, soprattutto, della prospettiva che i cittadini possano votare sullo status della Regione. Ovvero proprio sull'indipendenza o meno. Solo un anno fa tutto ciò sarebbe stato inimmaginabile. Fingere che non sia accaduto niente, o peggio, significherebbe fare un torto alla verità.

28N, per dirla alla catalana, un giorno da ricordare. Risoluzione 44, un documento politicamente e giuridicamente da far fruttare.

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa   Condividi: 

1
analisi lucida e propositiva. certo, a tutti sarebbe piaciuto lo strike, ed essere liberi da roma la sera stessa.. Ma se il Veneto non lo è ancora, lo si deve in buona parte anche a tutti i 'fazionucoli' che preferiscono morire schiavi che riconoscere i meriti di un 'concorrente politico', per paura di dover remare nella stessa direzione, ma in posizione subordinata. La via è tracciata, ma la vera sfida resta cambiare mentalità.. tutte le volte che guardo una foto della manifestazione Catalana, stento a riconoscere centristi da sinistrorsi. Ci vedo solo un Popolo, con un UNICO OBIETTIVO. ci arriveremo anche noi. complimenti Alex
Di  mario zanardini  (inviato il 30/11/2012 @ 22:06:08)
2
Grazie Mario : - )
Ne sono certo anche io: ci arriveremo. L'importante è, per l'appunto, guardare e andare avanti. Speriamo lo capiscano anche coloro che oggi perdono tempo prezioso in critiche più faziose che fondate.
Di  Alex Storti  (inviato il 30/11/2012 @ 22:28:29)
3
Ottima analisi, ed eccellente risultato politico. A Venezia potrebbe nascere una Europa diversa. Andiamo avanti!
Di  Federico  (inviato il 01/12/2012 @ 07:59:41)
4
Avanti, Federico, è proprio la parola giusta!
n caro saluto, Alex
Di  Alex Storti  (inviato il 01/12/2012 @ 18:46:38)
5
RIFLESSIONI E PONDERAMENTI.LE COSE FACILI NON HANNO MAI AVUTO SEGUITO.....L'IMPORTANTE E' PERSEGUIRE......NON PERDIAMOCI ...GRAZIE A TUTTI ...GIANNI
Di  Gianni Zoccarato  (inviato il 15/02/2013 @ 08:24:08)
Testo (max 2000 caratteri) - Caratteri Rimanenti:

Emoticon: 
CLICK QUI per tabella di conversione da smile testuali a smile grafici

Nome: 

Indirizzo E-Mail: 

Notifica Commenti:  No
(desidero avviso email per nuovi commenti all'articolo)

Digitare il seguente codice di sicurezza: 1jls 

Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.